La via crucis di una richiesta di subentro in Acea

Cara redazione,

vi vorrei raccontare l’episodio che mi sta facendo disperare, per la richiesta di subentro inoltrata tramite il sito di Acea energia, servizio di maggior tutela, il 10 gennaio 2017. A oggi non ho ancora la corrente attaccata.
Ho chiamato quasi quotidianamente il call center Acea per avere informazioni ma nessuno è in grado di dirmi nulla, anzi, vieni anche preso in giro con frasi tipo: “Domani l’attaccano”, “Mercoledì sicuro c’è l’ha”…

Ho chiamato anche l’Autorità dell’energia e del gas per scoprire che non possono intervenire se non dopo 40 giorni da un un reclamo scritto senza risposta.

Io sto pagando l’affitto, devo eseguire dei lavori che non posso fare per via dell’assenza di energia. Cosa è possibile fare?

Alberto Codan

 

Caro Alberto,

abbiamo chiesto di risponderle a Valentina Masciari, responsabile del servizio utenze di Konsumer Italia. Ecco cosa ci ha risposto.

L’Autorità per l’Energia ha definito 7 giorni lavorativi come tempo massimo per la riattivazione di un contatore dell’energia elettrica da quando il cliente ha trasmesso la richiesta di subentro al fornitore.
Se il distributore tarda nell’attivazione, il cliente ha diritto a un risarcimento automatico di 35 euro  se la l’attivazione è stata effettuata entro il doppio del tempo previsto, di 70  entro il triplo del tempo previsto e di 105 euro se viene fatta oltre il triplo del tempo previsto.
Quello che consiglierei al lettore è di contattare nuovamente Acea per chiedere quale problema rallenta l’attivazione e poi farei un reclamo scritto, richiedendo, fin d’ora, gli indennizzi previsti dall’Autorità.