Cibo spazzatura, vietato promuoverlo nei programmi tv per la famiglia

Il comitato della Commissione europea in materia di ambiente, sicurezza alimentare e la salute (Envi) ha votato a favore di una limitazione degli spot di junk food nel corso di programmi dedicati alla famiglia e non solo quelli destinati ad un pubblico di bambini. La presa di posizione si inserisce nell’ambito del dibattito sulla revisione della direttiva sui servizi  audiovisivi. Inoltre, gli esperti del comitato hanno approvato anche alcune limitazione sulle piattaforme di video-sharing come Youtube. Se per il presidente del comitato, la  parlamentare rumena Daciana Sarbu si tratta di una norma di contrasto all’aumento dell’obesità infantile, il Beuc l’ha definito “un intervento deludente”. Il motivo del giudizio negativo sta nel fatto che gli esperti hanno preso come riferimento i parametri nutrizionali definiti dalle aziende nell’UE Pledge,  l’iniziativa di autoregolamentazione dell’industria alimentare europea sul marketing per i minori firmata nel 2007.

Negli Stati membri qualcosa si muove

C’è da dire che negli Stati membri si registrano timidi tentativi di regolamentazione della materia. Ad esempio, l’industria alimentare danese si è impegnata a smettere di usare personaggi dei cartoni animati per il packaging di  cibo e bevande “malsano” destinati ai bambini fino a 13 anni di età. La proposta è ora al vaglio della Commissione europea che sta verificando che non si configura una violazione delle regole del mercato unico. Nello stesso periodo, il comitato di pubblicità della pratica (Pac) del Regno Unito ha aumentato le restrizioni sul marketing del cibo spazzatura destinato ai bambini vietando, ad esempio, gli spot durante i programmi televisivi.