Il passaggio obbligato al mercato libero dell’energia? Una stangata da evitare

Manca ancora un anno e mezzo, ma il trasferimento forzato di milioni di utenti dal mercato tutelato dell’elettricità a quello libero fa discutere. Non è difficile, per lo meno stando alle tariffe attuali, prevedere infatti che i consumatori pagheranno cara questa migrazione obbligatoria.

Il governo ascolti i consumatori

E c’è chi chiede al governo che faccia un passo indietro o almeno corregga il provvedimento. Lo fa, per esempio, Paolo Landi, presidente Fondazione Consumo Sostenibile, contro che chiede al governo Gentiloni “di rivedere questa scelta, che avrà come conseguenza forti aumenti delle tariffe per le famiglie. Occorre salvaguardare il diritto di scelta del consumatore a restare in un mercato protetto (che opera in regime di concorrenza), o di passare al mercato libero. Nessun provvedimento amministrativo deve forzare i consumatori e le famiglie a passare al mercato libero”.
La cosiddetta tutela simile, prevista nelle disposizioni dell’Autorità – che Paolo Landi definisce un palliativo – rappresenta una sorta di “premio” per chi passa al mercato libero “Il governo dovrebbe chiedersi perché, dopo dieci anni di mercato libero e una campagna aggressiva fatta di visite a domicilio e telefonate nelle ore serali, ancora oggi i due terzi delle famiglie abbiano deciso di restare sul mercato protetto” osserva il presidente della Fondazione.

Aumenti a due cifre

Konsumer Italia, condivide appieno le proposte di Landi e stigmatizza l’apertura selvaggia di un mercato le cui regole, pur esistenti, non vengono rispettate e le cui criticità sono già venute al pettine con le numerose pratiche commerciali sleali a danno dei consumatori, solo in pochi casi risolte con le procedure di conciliazione.
Se nel 2018 sarà abolito il mercato di maggior tutela – affermano Landi e Fabrizio Premuti, presidente di Konsumer Italia – le conseguenze sono facili da prevedere: aumenti a due cifre per alcuni anni, così come è accaduto a suo tempo nel settore assicurazione auto quando fu abolita la tariffa regolata, e che saranno inizialmente mascherati o occultati con tariffe promozionali, come già accade oggi sul mercato libero. Il consumatore chiede una tariffa semplice, che possa controllata e che non sia soggetta a variazioni speculative o ad aumenti ingiustificati. Questo, fino a oggi, è stato garantito con il mercato di maggior tutela; l’Acquirente Unico ha svolto un ruolo di reale competitor nel comparto dell’energia, operando nella logica del mercato.
Le pressioni della UE per superare un sistema di mercato protetto non sono condivisibili soprattutto quando, nel caso italiano, si continuano a mantenere e tollerare i contributi che gravano in bolletta a favore delle imprese “Queste scelte diventano incomprensibili per i consumatori e sono alla base della crescente sfiducia dei cittadini nei confronti della UE” affermano Premuti e Landi.

Le alternative ci sono

Konsumer Italia e la Fondazione Consumo Sostenibile sostengono ed incoraggiano strade alternative, che tutelino il consumatore senza deprimere la concorrenzialità del mercato energetico, coniugando competitività con equità e solidarietà “Abbiamo diverse proposte in cantiere, che la Fondazione ha proposto anche in Commissione a Bruxelles ed alla stessa Autorità: trasformare l’Acquirente Unico in una energy community nazionale, che gestisca l’energia per le famiglie e per le piccole imprese come servizio e non come business. Le energy community possono essere realizzate anche nel territorio da un quartiere, un comune o un’organizzazione professionale. Si potrebbero poi introdurre pacchetti prepagati di energia, con un sistema simile alle ricaricabili telefoniche. I contatori intelligenti dovrebbero consentire anche l’acquisto di energia prepagata on line o al supermercato. Indispensabile è l’introduzione di una tariffa ed un contratto standard che siano facilmente comparabili tra le varie imprese che offrono energia sul mercato. Il Parlamento dovrebbe riesaminare questa decisione a favore delle Energy Community che la stessa Commissione sollecita nel proprio documento di luglio 2015 “Delivering a new deal for Energy consumers” sulle nuove frontiere di protezione dei consumatori del mercato energetico. Su queste proposte sarebbe opportuno che il governo Gentiloni aprisse un confronto con le associazioni dei consumatori” concludono Fabrizio Premuti e Paolo Landi.