L’appello per Riccardo Orioles: Maestro di giornalismo, merita la legge Bacchelli

Insieme al direttore Pippo Fava e a una squadra di giovani cronisti, Riccardo Orioles è stato tra i fondatori de I siciliani, rivista che con inchieste coraggiose e racconti dello spaccato sociale dell’epoca faceva tremare i clan mafiosi di Catania e non solo. Ma dopo l’assassinio di Fava per ordine di Cosa nostra, il 5 gennaio del 1984, ha assunto in prima persona l’eredita morale e professionale del suo maestro, dedicandosi a formare generazioni di cronisti con il dna antimafia e dando vita a numerosi progetti di riviste (tra cui Avvenimenti) e fogli di informazione indipendente dal basso. Nonostante lo stile asciutto e la capacità di andare a fondo delle questioni ad ogni articolo, Riccardo Orioles, oggi 68enne, paga la sua coerenza con le ristrettezze economiche che da anni lo costringono ad affrontare con estrema fatica gli acciacchi che la salute e l’età gli impongono.

Boldrini e Grasso hanno firmato

Per questo un gruppo di giornalisti ed estimatori, molti dei quali sono stati suoi allievi, hanno lanciato la petizione #mandiamoinPensioneRiccardoOrioles , con cui chiedono al presidente del Consiglio di far accedere il giornalista siciliano alla “Legge Bacchelli”, norma che ha istituito un fondo a favore di cittadini illustri che versino in stato di particolare necessità. La petizione, sottoscrivibile su Change.org , è già stata firmata dal presidente del Senato, Piero Grasso, e dalla presidente della Camera, Laura Boldrini, dal presidente dell’Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, oltre che da personalità di rilievo come Don Luigi Ciotti, Giancarlo Caselli, Luigi Lo Cascio, Claudio Gioé, Lorella Cuccarini, Michele Serra, Fabrizio Gifuni, Neri Marcoré. Le firme sono già state presentate a Palazzo Chigi e lunedì 23 gennaio verranno consegnate alla Camera dei Deputati.

Maestro di deontologia

Il promotore della petizione che ha già superato le 30mila firme, il giornalista Luca Salici, spiega: “Riccardo dal 6 gennaio 1984 ad oggi lavora per formare nuove generazioni di giornalisti: da Nord a Sud dell’Italia centinaia di cronisti, direttori e redattori di varie testate hanno trovato in lui un maestro della professione, della deontologia, dell’inchiesta. Soprattutto antimafia” e aggiunge: “Riccardo continua a non arrivare a fine mese, sebbene continui a “lavorare”, svolgendo un prezioso incarico di formazione e consulenza per tanti colleghi giornalisti. In un cassetto conserva solo quei quattro anni di lavoro retribuito e “in regola” che ha avuto nella vita: un giornale importantissimo per l’antimafia e il nostro Paese come “I Siciliani” – prima e dopo l’uccisione di Pippo Fava – non ha mai avuto la stabilità finanziaria ed economica sufficiente per regolarizzare le posizioni di tutti i redattori e collaboratori”. Il Test-Magazine si aggiunge a coloro che ritengono un atto doveroso riconoscere la legge Bacchelli per una personalità così importante per il nostro mestiere e il nostro Paese.

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