Un cenone tra aromi e additivi: ecco come evitarli nei cibi delle feste

Friends toasting at Christmas dinner

Conservanti, emulsionanti e coloranti sono in molti cibi e anche le pietanze tipiche del Natale non sono da meno. Anzi, il rischio di assumere in quantità elevate aumenta con le grandi abbuffate come quelle di questi giorni di festa. Ma una via d’uscita c’è. Innanzitutto ridurre al minimo il consumo di alimenti confezionati e rivolgere le proprie attenzioni ai cibi freschi oppure preparati in casa. Inoltre, imparare a riconoscerli in etichetta, può aiutarvi a  scegliere i prodotti che non ne contengono in quantità elevate (è possibile!). Su questo secondo aspetto vi aiutiamo con questa piccola guida: vi indichiamo per ogni alimento l’additivi alimentare più usato (e più discusso).

Cosa sono

Gli additivi alimentari aumentano con il processo di industrializzazione dei prodotti alimentari e creano qualche preoccupazione perche’ sommati tra loro diventano responsabili dell’aumento del 5% delle allergie alimentari. Comunque un uso eccessivo degli additivi puo’ causare danni alla salute, poiché il potenziale effetto dannoso è in rapporto alla dose e al peso del consumatore e i primi a soffrirne sono i bambini, per il maggiore uso di prodotti contenenti additivi e per il minor peso corporeo.

Dove li troviamo

Salame e prosciutto: Nitriti (E 249 – 250) e Nitrati

Questi additivi può avere un effetto vasodilatatore e ipertensore (aumenta la pressione). Libera istamina, una sostanza che può provocare reazioni allergiche. Può portare alla formazione di nitrosammine, sostanze potenzialmente cancerogene e alla distruzione delle vitamine A, B1 e B2. Tossico principalmente per i neonati.

Prosciutto cotto e formaggi: Fosfati (E 450 – 452)

A dosi elevate porta a una diminuzione dell assorbimento di calcio, magnesio e ferro. Provoca squilibri nel rapporto calcio/magnesio nell organismo (osteoporosi, depositi calcarei). Sospetta influenza negativa sull’attività e attenzione dei bambini.

Salmone: aroma di affumicatura

Quando trovate questo ingrediente in etichetta – soprattutto nel salmone –  siete di fronte ad un alimento non affumicato secondo i metodi classici.

Crostacei e vino: solfiti (E 220)

Tra i solfiti il più comune è l’anidride solforosa (E 220). Sono molteplici gli aspetti critici legati a questo additivo: possibili reazioni allergiche nelle persone sensibili (asma, mal di testa, irritazione gastrica o cutanea, eczema, nausea, diarrea). Perdita di vitamina B1. Deve essere evitato da chi è affetto da patologie del fegato o dei reni. Il suo potenziale cancerogeno è ancora da stabilire. Li troviamo in bevande alcoliche (birre e a base di vino) e analcoliche (succhi di frutta e altre aromatizzate) snack a base di cereali e patate, frutta a guscio marinata e crostacei.

Mono e digliceridi degli acidi grassi (E 471): a questo additivo non sono associati effetti noti sulla salute. Tuttavia è bene sottolineare che sostanze di questi tipo vengono utilizzate per “nascondere” una materia prima non proprio ottima. I vegani e i vegetariani devono prestare attenzione: queste sostanze, in genere, sono di origine animale. Li troviamo in panettoni e pandori.